Denunciamo il lavoro nero

Durante l’intervista a “Parrucchierando On Hair” dello scorso 29 maggio ho lanciato l’allarme su ciò che sta diventando un tristissimo trend:moltissimi collaboratori anzichè aprire nuovi saloni, preferiscono il
lavoro nero.
Le istituzioni non possono farci niente, soprattutto perchè l'”omertà” parte da noi parrucchieri.
Un'”omertà” che non ha senso di esistere, perchè non ha senso proteggere gente che non paga le tasse, non ha senso diventare complici passivi di chi opera illegalmente. Queste persone che scelgono la strada più facile del lavoro nero, non contribuiscono all’accrescimento dell’Italia, a quel circolo virtuoso che
genera nuovi posti di lavoro, che fa girare l’economia, bensì, oltre a non pagare le tasse, falsificano i dati dell’indotto e fanno una costante e minacciosa concorrenza sleale.

lavoro-nero1

Chi lavora in nero non ha dipendenti, non deve utilizzare prodotti garantiti, non ha mutui, affitti, parametri igienici da rispettare, autorizzazioni da chiedere, smaltimenti di rifiuti da dichiarare e da pagare, formazione e aggiornamenti da fare… Per questo sono concorrenti sleali. Ma soprattutto, sono persone disoneste, che rubano all’Italia e ai colleghi. Si dovrebbe sensibilizzare il pubblico e farli conoscere per quelli che sono. Tutto questo si potrebbe fermare se Noi parrucchieri denunciassimo, se non ci limitassimo a guardare solo il nostro orticello. E’ anche colpa nostra. Che chiudiamo un occhio. Che scrolliamo le spalle. E’ troppo facile dire che “sono gli altri”.
A questo proposito ricordo una frase di John Fitzgerald Kennedy “Non chiedetevi sempre ciò che lo Stato può fare per voi, chiedetevi anche ciò che voi potete fare per lo Stato” ed io mi permetto di aggiungere “anche per noi stessi”. Usate questo blog per raccontare ciò che capita nella vostra zona. Provvederemo a segnalarli alle associazioni di categoria esistenti. E’ necessario iniziare a fare qualcosa di concreto per far sì che le cose cambino.

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Categorie: Iniziative

42 commenti su “Denunciamo il lavoro nero”

  1. paolo pierri e lory
    giugno 5, 2013 a 7:16 am #

    sono daccordo che anche noi non denunciamoma il problema almeno io non lo facevo perche quando chiedevo lacollaborazione dei colleghi si tiravano indietro e lei sa che da soli non serviva a niente,adesso che insieme a voi si può e tutto differente grazie per tutto quello che state facendo per noi. vi devo mandare la situazione di chi lavora a nero?

  2. Ramona
    giugno 5, 2013 a 8:18 am #

    D’ACCORDISSIMO,20 Anni fà quando ho chiesto cosa dovevo fare per denunciare la signora che lavorava in casa a 30mt dal negozio che mi aveva venduto, ,gentilmente mi avevano risposto che non si poteva fare niente essendo una proprietà privata. oggi 20 anni dopo mi sono trasferita vicino a casa e cosa mi succede ,be la stessa cosa una bella signora che lavora in casa a 20mt dal mio negozio ,adesso non ne posso proprio più,quindi voglio sapere cosa devo fare esattamente per difendere i miei diritti,aiutatemi grazie Ramona.
    oltre tutto queste persone sono quelle che ti puntano il dito perchè tu evadi le tasse ,ma si guardassero

  3. Cinzia
    giugno 5, 2013 a 8:39 am #

    Sono Cinzia di Acqualagna,volevo farle sapere che nel mio paese un estetista arrabbiata per aver visto una che usciva da una casa ,quindi dopo aver compiuto un servizio in nero,ha denunciato con un articolo nel resto del carlino abbastanza chiaro e arrabbiato,il risultato non è stato eccellente,ma ci siamo unite a lei per continuare nella giusta direzione,sicuramente l’unione fa la forza……

  4. Marisa e Carola
    giugno 5, 2013 a 9:39 am #

    Ogni palazzo intorno alla zona dove si trova il mio salone, ha una parrucchiera che lavora a casa “in nero”.come si fà per denunciarle e difendere le nostre attività?

  5. giugno 5, 2013 a 12:15 pm #

    Le iniziative intelligenti esistono occorrerebbe soltanto individuarle e metterle in pratica in tutti i comuni italiani perché trovo che con la SENSIBILIZZAZIONE dei collaboratori non faremmo molta strada. Sentite un po’ come si muoveva il virtuoso assessore alle Attività produttive della città di Pescara e il referente per la nuova iniziativa che annunciarono ad una conferenza stampa con il presidente di Confartigianato iniziative contro gli operatori abusivi nel settore del ‘benessere’, ossia tra estetisti, acconciatori, realizzatori di tatuaggi e piercing. Infatti il Comune di Pescara, Confartigianato e Polizia municipale hanno stipulato un protocollo d’intesa per l’istituzione, all’interno dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, di un numero verde, al quale i cittadini potranno inoltrare segnalazioni circa la pratica abusiva della professione. Tali segnalazioni verranno girate alla Polizia municipale che effettuerà le opportune indagini investigative per individuare i falsi acconciatori, massaggiatori e pseudo-estetisti che magari svolgono l’attività in casa propria senza alcuna autorizzazione e senza pagare le tasse. Con l’attuazione di una triplice alleanza tra Comune, Confartigianato e Polizia municipale: una volta ricevuta la segnalazione al numero verde circa un presunto caso di abusivismo professionale, sarà il Nucleo Commercio dei vigili urbani a verificare la veridicità o meno del ‘caso’ e a comminare le sanzioni previste. Se meccanismi di questo tipo venissero davvero attuati in tutti i comuni italiani ecco che la piaga del lavoro abusivo verrebbe corretta! Assessori alle Attività Produttive dei vari comuni il progetto mi sembra chiaro, intelligente e realizzabile cosa aspettate a metterlo in pratica nel vostro comune?
    Simone Amarù – Genova

  6. Piero Mancini
    giugno 5, 2013 a 8:17 pm #

    Io ho provato con la GdF, ma mi hanno risposto che il magistrato non si scomoda per così poco.

  7. alessandra
    giugno 6, 2013 a 1:07 pm #

    mi spiace ho avuto il problema contrario ho indicato due persone con nomi e cognomi(addirittura un funzionario del comune ne era a conoscenza!)ma ad un’anno di distanza i controlli sono stati fatti a me e loro continuano a guadagnare!

  8. D'Angelo Costantina
    giugno 6, 2013 a 8:59 pm #

    il problema non e l’omertà ma e la mancanza d’aiuto da parte della Guardia di Finanza ma adesso grazie a voi e alla nostra collaborazione siamo sempre disposti a fare nome e cognome per risolvere una volta per tutte questo problema. Nel mio paese di 15 mila abitanti ne conosco già io 30 parrucchiere che lavorano in nero.Aspetto un vostro consiglio

  9. Carlo grassi
    giugno 7, 2013 a 9:53 am #

    Lartigiano parrucchiere se fa i conti x quello che paga : facciamo un esempio
    Se un cliente paga 100 euro e facciamo una ricevuta vanno via x l’iva 21 euro poi circa 30% tasse di fine anno se poi siamo meno fortunati e pagano con carta amercan express perdiamo un’altro 4 % x un totale di circa 55% rimane 45 euro con queste 45 euro prodotti luce che sapete essendo attività si paga di più tel e sapete che il Canon e il doppio x attività acqua commercialista multe x qualsiasi errore formale,poi l’imps personale contributi dei collaboratori tassa insegna rifiuti tossici visite mediche finte del personale legge sulla pravasi dite voi che cosa rimane a chi produce e chi da lavoro : penso che se facciamo come dicono i nostri governanti lavoriamo con un utile del 17,50 sul nostro lavoro ,non sono laureato in economia e commercio ma ho la mia modesta mente Sa uno più uno quando fa.
    Ragazzi organizziamoci e incominciamo a crearci una tutela e comunque penso che stiamo già in ritardo,alle nostre istituzione vorrei dire come mai fate controlli a tappeto x chi ha un ubicazione fiscale e chi ha vere attività nell’interno delle loro abitazioni sono sempre intoccabili .

  10. Ivan e Katia parrucchieri
    giugno 7, 2013 a 11:56 pm #

    Grazie ancora per tutto noi saremo al suo fianco forse con lei abbiamo qualche possibilità di farcela

  11. ASSUNTA GROSSI
    giugno 8, 2013 a 7:06 am #

    Io sarò sempre in prima fila….£ miei collaboratori sono andati via e con i miei clienti lavorano a casa perchè prendono come compenso la metà di me…..BASTA!!!!!!!!!! ASSUNTA

  12. Siliberto Rosa
    giugno 8, 2013 a 1:49 pm #

    Il mio paese circa 9.000 abitanti 12 parrucchieri aperti “alla luce del giorno” e circa 60 porta a porta. La guardia di finanza ti risponde che nessuna legge ti proibisce di portare con se fon pettini forbici e prodotti vari, secondo me bisognerebbe togliere la materia prima a questi “signori” I PRODOTTI i vari rivenditori dovrebbero vendere solo a possessori di partita IVA altrimenti a cosa serve la scritta “A ESCLUSIVO USO PROFESSIONALE” e la guardia di finanza dovrebbe controllare non lo scontrino ma se la persona che ha comprato i prodotti è un “PROFESSIONISTA”. Credo che bisognerebbe iniziare proprio da questo con una legge che eviti la diffusione di prodotti “PROFESSIONALI” a chiunque.

    • angela
      novembre 18, 2013 a 8:40 pm #

      sarebbe già un primo passo positivo

  13. alessandra sabbadin
    giugno 8, 2013 a 5:05 pm #

    Maria sono d’accordo con lei..ma ci troviamo di fronte a un muro di gomma..ho provato a denunciare una ex collega che ha chiesto il part-time nel salone dove lavora nel mio paese..e le altre 6 ore..dico ben 6 ore al giorno!!!gira in lungo e in largo come più le aggrada!!!e non disdegna di prendere appuntamenti al Cell mentre stiamo prendendo il caffè nello stesso bar!!!indignata mi sono consultata con la Guardia di finanza..mi hanno risposto che “NON HANNO TEMPO DA PERDERE CON QUESTE INEZIE!!!!!”eventualmente devo trovare una cliente compiacente che accetti di fare il servizio a casa e chiamare la finanza al momento del pagamento!e al max prenderà una sanzione di 300 euro!!sono inviperita!!

  14. Monica
    giugno 9, 2013 a 11:00 am #

    Io ci saró sempre perchè lei è una grande donna…grazie di tutto

  15. Gessica bigi
    giugno 9, 2013 a 9:27 pm #

    Capitano mio capitano ….👍

  16. Morena ferri
    giugno 9, 2013 a 9:32 pm #

    Presente , io ci sono capitano …

  17. mythos acconciature
    giugno 10, 2013 a 8:27 pm #

    vai maria vai avanti cosi io ci saro’l’unione fa la forza

  18. Manuela Nicola
    giugno 10, 2013 a 8:40 pm #

    E dopo ieri mi sento ancora più coinvolta sapendo anche che Lei è e sara’ sempre con noi , per l’ennesima volta ci ha dimostrato il suo grande coraggio e l’amore che ha per noi… grazie, CI SONO.

  19. Maria Catena Montagnese
    giugno 11, 2013 a 8:56 pm #

    Carissima lei è una persona eccezionale!!!! Se lo sarà sentito dire un milione di volte .. Ma è la realtà, lei dice di fare squadra io ci sono! Unire le regioni anche con una semplice cena! Io ci sono stata a Milano al tavolo insieme a un gruppo della Toscana , e devo dire che funziona,lei dice andiamo a Roma per combattere e contrastare il lavoro Nero!!per noi stessi!! Io ci sarò. Non dubiti continui a fare quello che fa, io insieme a tutti i colleghi da Nord A Sud la seguiremo instancabilmente. Con tanta stima la saluto Maria Catena dalla Calabria

  20. Danila
    giugno 13, 2013 a 5:27 am #

    Già nel mio paese, c è chi si batte per il lavoro in nero, ma a malincuore le devo dire, come dice lei, che i parrucchieri non sono uniti, nn c è collaborazione!!! Nomi di chi lavora in nero, li abbiamo, li abbiamo fatti presenti a questa organizzazione ma… Nessuno si muove!!! Ho divulgato tramite Facebook, posta privata le sue video conferenze, chiedendo ai mie colleghi di guardare ma…. Dubito che abbiano visto!!! Ognuno pensa per se, e la cosa è davvero triste!!! Fortunatamente lei nn ci abbandona!!! E ci da la carica per continuare … Le siamo sempre vicini a questa lunga battaglia!!! Armiamoci e andiamo a Roma!!! -i lorini acconciatori-

  21. Doriana Pizzolato
    giugno 13, 2013 a 11:28 am #

    Sono d’accordo con Lei e resteró al suo fianco per combattere! Non è possibile che il30% del fatturato sia fatto da chi lavora in casa… E noi continuiamo a pagare le tasse anche per loro!

  22. MASSIMILIANO
    giugno 15, 2013 a 2:37 pm #

    SECONDO ME IL LAVORO NERO NON E’ UN GROSSO PROBLEMA MA LO E’ LO SCONTO… TUTTI QUESTI GRUPPI CHE OGGI HANNO E STANNO ROVINANDO IL COMMERCIANTE… LA FINANZA DOVREBBE CONTROLLARE TUTTI COLORO CHE ADERISCONO A QUESTE INIZIATIVE, E POI BISOGNEREBBE UNIRSI PER STIPULARE UN LISTINO PREZZI UNICO PER TUTTI, CON TRE FASCIE DI NEGOZI ALTO, MEDIO, E BASSO, DEFINITO DAL NUMERO DI COLLABORATORI DALLA METRATURA DEL SALONE STESSO,E DA ALTRI PUNTI… SI E’ PERSO IL VALORE DELL’ARTISTA DEL PARRUCCHIERE DI COLUI CHE CON LE MANI CREA.
    FACCIAMO QUALCOSA,QUALSIASI, MA FACCIAMOLO PRESTO

    • angela
      novembre 18, 2013 a 8:46 pm #

      andiamo avanti solo perchè amiamo il nostro lavoro,x cui se siamo in tanti tantissimi,qualcosa deve accadere,

  23. Maria Catena Parrucchieri - Vibo
    giugno 18, 2013 a 6:38 pm #

    Gentilissima Dott.ssa Maria Antonietta Deodato Parnazzini, ogni essere umano appartiene ad un tipo di categoria sociale con ambizioni di vita e lavorative molte volte diverse; personalmente ho scelto di far parte del gruppo TagliatiXilsuccesso credendo fermamente nel progetto di crescita che esso rappresenta. Come spesso Lei cita: il senso di appartenenza fa la differenza….. e non posso non essere d’accordo con il suo pensiero perché so…. e vivo la mia presenza all’interno del gruppo con il mio: CI SONO!!!! Mi rivolgo quindi ai mie colleghi parrucchieri ricordando e sensibilizzando tutti nel dire: e’ anche la nostra battaglia…. perché non possiamo, ma soprattutto, non dobbiamo lasciare da sola la Sig.ra Maria in questa nobile causa nel nostro interesse personale a tutela della nostra immagine e delle nostre aziende!! Come ben sappiamo il nostro settore e’ ed e’ stato, in tutti questi anni, tartassato e derubato da abusivismi di ogni genere attuati ai nostri danni e, purtroppo, sotto la luce del sole….!!! In questo momento dove di certezze per la nostra categoria non ce n’è, l’unico perno importante per tutti noi è TagliatiXilsuccesso che dimostra giorno dopo giorno che: far parte di un gruppo e’ la formula vincente per avere successo!!!!! Uniamoci quindi, da nord a sud, per crescere, migliorare ma soprattutto DIFENDERCI!!!!!! Maria Catena Parrucchieri Vibo Valentia (VV) – Calabria.

  24. paolo rosella
    giugno 19, 2013 a 12:03 pm #

    siamo stanchi di lottare contro una pressione fiscale troppo elevata,sentirci aggrediti da stato e finanza,che controlla solo noi ma non chi lavora in nero, i cinesi, ecc.condivido l’idea di un numero verde a cui segnalare i nominativi da controllare,difendiamo chi lavora onestamente.

  25. Sabrina
    giugno 19, 2013 a 4:49 pm #

    I parrucchieri lavorano a casa perchè ci sono tanti posti per comprare i colori ecc….e poi su you tube gentili parrucchieri spiegano come fare i capelli !!!!!!!

  26. Ilaria viviani
    giugno 20, 2013 a 4:59 pm #

    Sabato ho denunciato una ragazza che si è licenziata x lavorare in casa e guadagnare di più . La finanza non mi ha dato retta ma io continuerò a denunciare.

  27. fabio lupo
    giugno 21, 2013 a 10:34 am #

    Sarebbe veramente l ora di fare qualcosa!!! Io ci sono

  28. giugno 21, 2013 a 2:38 pm #

    E a me é entrata in casa aveva sbagliato piano .l a volevo incastrare ma avevo fretta x scendere in negozio..guardate il video della mia dichiarazione su parrucchierando on hair 1puntatanto

  29. Ciro Basile
    giugno 22, 2013 a 9:13 pm #

    A Napoli credo che abbiamo battuto il record per le licenze di parrucchiere e estetiste, per non parlare poi di quelli che lavorano al nero …..non perderò mai la speranza…ma la pazienza siiiii.

  30. Isabella
    giugno 26, 2013 a 8:34 pm #

    Buonasera Signora Maria sono un franchising da 6 anni e da 10 che vi conosco e come gruppo partecipo ai corsi di formazione cos i pure le collaboratrici. Quindi con entusismo lle porti a Milano per una crescita maggiore investendo per il futuro della mia azienda. Ma ahimè ….nel corso di questi anni mi ritrovo con dimissioni perché non si trovano più bene al lavoro. In realtà lavorano in casa o a domicilio con la scusa che non trovano lavoro. Denucio alla finanza il fatto poiché un giorno si presenta una mia ex cliente per fare il colore e io sento con le mie orecchie che la “……. ” non aveva posto e quindi dovevamo farle noi il colore. Così molte altre clienti…. Prezzo più basso qualità servizio uguale. La finanza mi risponde che bisogna avere le prove altrimenti passerei io dalla parte del torto per calunnia. Che dire…..

  31. Colpi di testa
    luglio 1, 2013 a 12:31 pm #

    Dovrebbero creare un numero verde dove noi titolari di aziende, possiamo denunciare in modo anonimo, il lavoro nero

  32. Ilaria
    luglio 21, 2013 a 10:49 pm #

    Edicolanti,distributori ed editori hanno pubblicato un intera pagina sui settimanali x protestare contro il governo. Potrebbe essere una bella idea farlo anche noi..

  33. Paola Croce
    luglio 25, 2013 a 5:24 pm #

    Gentile Maria e gentili colleghi,sono nuova e vorrei raccontarvi la mia rabbia e la mia esperienza verso la mia lavorante.Lavora da me da quattro anni(premetto che siamo..anzi eravamo amiche da 20 anni),è rimasta incinta e a gennaio si è messa in maternità anticipata perché stava male…e poi scopro che lavora in nero a casa per arrotondare la maternità che non le basta.Dire che sono arrabbiatissima è un eufemismo,io ho grossi problemi alla schiena e quando lei si è messa in maternità io ero veramente messa male,infatti poi ho dovuto fare il blocco delle faccette vertebrali,ma poverina lei stava male e aveva il diritto di starsene a casa in pace,io invece il dovere di mantenerla in maternità.Ovviamente quando l’ho scoperto abbiamo avuto un violento scontro e ovviamente dopo la maternità non rientrerà più al lavoro perché non potrei più sopportarla al mio fianco,anche perché lei ritiene di essere una persona corretta(non so in base a quale criterio).Ora,visto che già le tasse ci ammazzano,sommiamo tutte le altre spese che abbiamo direi che permettere anche ad altri di lavorare nell’illegalità non è corretto soprattutto nei nostri confronti,non parlo dello stato lì ci sarebbero mille altre cose da dire,per cui io sono pronta alla lotta. grazie per l’attenzione

  34. angela
    novembre 18, 2013 a 9:00 pm #

    ho molta fiducia di questa iniziativa,è bello sapere che qualcuno già da tempo lotta,ora tocca a noi tutti, darle un supporto,rafforzando,tutelando la nostra meravigliosa categoria,

    • francesco
      aprile 20, 2014 a 6:44 pm #

      Se abbassate i prezzi lavorate di piu fate i cinesi anke voi

  35. David
    giugno 20, 2014 a 8:13 pm #

    È inutile denunciare, non è un fatto di omertà ma di impotenza, pur denunciando nessuno farà nulla contro chi sta in casa, perchè sono nel,a loro privata proprietà, invece loro potrebbero innervosirsi e denunciare noi che avremmo controlli a non finire e magari un vetro spaccato. Forse una soluzione provocatoria sarebbe quella di chiudere le attività e lavorare in casa, magari così saremmo ad armi pari… io continuo ad avere un negozio ed ad augurare a chiunque vada a farsi servire da gente che lavora in nero (e che lo fa non perchè ricerca professionalità ma sempre e solo per risparmiare ) che se un giorno si ammaleranno seriamente vengano curati con i soldi delle tasse di questi lavoratori. Per ora gli unici soldi buttati sono i nostri che paghiamo forze dell ordine incompetenti. Possiamo segnalare quanto vogliamo, tutte parole al vento.

  36. aprile 11, 2015 a 5:11 am #

    Tutto vero quello che dice spesso però capita che quando si segnala lavoro nero alle autorità i primi ad essere controllati poi siamo noi !! Anche se uno ha un’azienda perfettamente in regola, si sa che se vogliono qualcosa la trovano ed è sempre spiacevole, ti fa ancora più arrabbiare.la cosa però non ci Fermerà.

  37. elena
    aprile 15, 2016 a 2:17 pm #

    la mia vicina di casa lavora da 15 anni come parrucchiera in nero. Posso fare qualcosa per far intervenire le autorità? Premetto che alcune colleghe si sono già lamentate col sindaco di questa situazione, ma non hanno ottenuto nulla se non un’alzata di spalle….
    Che vergogna….
    elena

  38. Sebe
    giugno 30, 2017 a 7:53 pm #

    Buon giorno,
    Sono una ragazza che lavora in provincia di Cuneo e lavoro in nero da quando ho 17 anni ora ne ho 22 la mia titolare non mi ha mai messo a posto perché ogni volta c’era qualcosa che glielo impediva (così dice) io lavoro tutt’ora li perché è difficile trovare altro e perché ho una situazione famigliare nella quale nn posso permettermi di rimanere a casa (avendo solo mio padre che fa dei lavori saltuari ogni tanto) è iniziato tutto con una sostituzione di maternità da settembre 2012 ad aprile 2014 quando me ne sono andata xk mi son sentita umiliata dalla titolare dopo che l’altra ragazza è tornata (mi ha detto che mi teneva li così nn stavo a casa che così guadagnavo qualcosina, che lei non ne aveva bisogno e che non avrebbe lasciato a casa la ragazza x prendere me, mi aveva detto così ai tempi) ad aprile 2015 ci ritroviamo prendiamo un caffè (premetto che di base da parte mia c’era amicizia e anche da parte sua, almeno così diceva) mi dice che la ragazza si licenzia e che le paga la liquidazione però nel frattempo mi fa un tirocinio ( che è poi partito da ottobre 2015, ma va bene) e che si sarebbe Trasformato in contratto di apprendistato. Il tempo è passato e solita scusa mandata avanti x un anno e mezzo a momenti ( doveva pagare la liquidazione) e qualche mese fa ho deciso di smettere di lavorare lì xk era tempo perso e lei mi ha solo detto <> quando nn è così sennò non sarei ritornata, ora tra qualche settimana smetto il tempo di poter mettere qualcosa da parte x poi Trovare unaltro lavoro. Dal 2012 al 2014 prendevo sui 400€ mensili con orari dal martedi al venerdì 9;00-12;30/14;30-19;30 sabato 8;00-12;30/13;30-19;30 niente ferie niente permessi niente di niente. Da quando ho iniziato questa seconda volta siamo partiti da 500€ ai 600€ quando è partito il tirocinio a finire questi ultimi mesi (solo xk ho detto che non volevo più lavorare lì xk stavo perdendo i miei anni di contributi) ha iniziato a darmi 190€ settimanali anche se io mi ritrovo a fare da consulente, psicologa, babysitter, assistenza anziani, donna delle pulizie, ordini prodotti ecc e rimanere lì anche quando lei nn c’è. In totale togliendo le ferie tirocinio e cose simili ho lavorato per 37 settimane. Oggi ho scoperto che ha scritto con una ragazza che dovrebbe poi sostituirmi che le aveva detto che io mi sarei resa conto più avanti di essermene andata e che x 100€ avrei pure venduto mia madre ( noñ e la prima volta, e già successo tànte volte che ci fossero 1uesti battibecchi) io vorrei rivolgermi ai sindacati o cose così solo che non so da che parte partire… Dopo tutto sto tempo , nemmeno il rispetto mi sono meritata da parte suà

  39. settembre 26, 2017 a 7:56 pm #

    Tanto nn fanno nulla me ho denunciare a valanga ma nulla sono sempre lì

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