archivio | 2013

Sto “smuovendo” gli organi ufficiali

Attenzione, cari parrucchieri, sto vincendo! Stiamo vincendo!
Tutti gli organi ufficiali iniziano a chiedere interventi al ministro e a sposare le mie battaglie contro l’abusivismo e a favore dell’affitto della mensola, dopo il mio intervento “pesante” al Cosmoprof (http://www.estetica.it/index.php?method=news&action=zoom&id=1335), sulla rivista Estetica (http://www.estetica.it/index.php?method=gallery&action=zoom&id=1714), le interviste alla radio di Parrucchierando On Hair (http://www.youtube.com/watch?v=mWaBqQv1CBY), gli appelli sul mio blog (tutte testimonianze riscontrabili da video e registrazioni). In quattro mesi sono riuscita a far iniziare ciò che nessuno ha iniziato a fare in 20/30 anni.
Sono forte?!?
Ovviamente sono felicissima.
E continuerò ad urlare.
Continuerò a fare proposte.
Continuerò a parlare di pubblicità collettiva e a chiedere all’Unipro di stornare una percentuale dai loro incassi per dedicarla alla realizzazione di una pubblicità a favore dei parrucchieri.
Continuerò a stimolare tutti.
Continuerò.
Continuerò.

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Sto “svegliando” il settore

Credo che la cosa davvero importante è che ci sia qualcuno, come me, che continuamente impegni il proprio tempo a preoccuparsi delle cose da fare per il settore parrucchiere.
Finalmente, dopo i miei interventi al Cosmoprof, le mie interviste alla radio, gli appelli del mio blog, si stanno svegliando tutti…

Continuerò ad occuparmi del Vostro futuro con sempre più impegno!

sveglia

QUALCOSA SI STA MUOVENDO

Sono lieta di comunicarvi che la Regione Lombardia (nel Comune di Milano) e la Regione Abruzzo (nei comuni di Pescara, Avezzano, Spoltore, Penne) hanno dato il via alla sperimentazione dell’ “Affitto della Poltrona”. Questo è un piccolo ma importante passo della battaglia che sto portando avanti e che ho lanciato al Cosmoprof durante il talk-show “Ways out”, lo scorso 9 marzo.
Mi auguro che presto anche tutte le altre regioni si adegueranno a questa, che sembra essere la proposta più concreta per contrastare il lavoro nero.
Nel mese di luglio sarò inoltre ricevuta al Ministero per portare avanti gli altri punti.
Sarà mia cura controllare attentamente le leggi regionali per verificare se ciò che hanno deliberato in Abruzzo e in Lombardia corrisponde alle reali esigenze dei parrucchieri. In caso contrario mi attiverò per segnalare le opportune modifiche alle sedi competenti.

Seguitemi, vi terrò aggiornati!

beautiful woman in hairdressing salon

Andiamo a Roma a chiedere…

ANDIAMO A ROMA A CHIEDERE….
DI REVISIONARE I PARAMETRI FISCALI

E’ necessario revisionare i parametri fiscali a proposito, ad esempio, del calcolo del numero dei collaboratori. Le norme attuali infatti conteggiano il numero dei collaboratori senza prendere in considerazione l’incidenza REALE del loro lavoro. Non vengono calcolati i tempi vuoti od il fatto che ogni collaboratore lavori ad una diversa velocità, a seconda della sua preparazione. Il numero dei collaboratori varia in base al giorno della settimana: se martedì ne occorrono 2, mercoledì 2 e giovedì 3, il venerdì lavoreranno in 5 ed il sabato in 6, cosa impossibile poichè non si può prendere personale part-time che non è costantemente preparato, oltre ad essere difficile da reperire.

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Questa situazione andrebbe analizzata considerando il lavoro effettivo dei saloni: è evidente che se si hanno sempre 5 collaboratori, essi avranno frequenti “tempi vuoti” durante la settimana, specialmente il martedì, mercoledì e giovedì, mentre nel weekend si arriverebbe, a volte, a rinunciare al lavoro. Lo Stato non ha considerato questi elementi e se lo ha fatto, lo ha fatto in modo sbagliato Un altro elemento che FALSA i parametri fiscali attuali è il consumo di energia elettrica. Spesso non si tiene conto di lavatrici esistenti in salone, di faretti, di aria condizionata, riscaldamento o stufette e che questi vanno accesi anche quando in salone non sono presenti i clienti. Questi parametri fiscali penalizzano fortemente il nostro settore, per questo dobbiamo combattere per cercare di modificarli. Sei con noi?

Videomessaggio del 8/6/2013

Denunciamo il lavoro nero

Durante l’intervista a “Parrucchierando On Hair” dello scorso 29 maggio ho lanciato l’allarme su ciò che sta diventando un tristissimo trend:moltissimi collaboratori anzichè aprire nuovi saloni, preferiscono il
lavoro nero.
Le istituzioni non possono farci niente, soprattutto perchè l'”omertà” parte da noi parrucchieri.
Un'”omertà” che non ha senso di esistere, perchè non ha senso proteggere gente che non paga le tasse, non ha senso diventare complici passivi di chi opera illegalmente. Queste persone che scelgono la strada più facile del lavoro nero, non contribuiscono all’accrescimento dell’Italia, a quel circolo virtuoso che
genera nuovi posti di lavoro, che fa girare l’economia, bensì, oltre a non pagare le tasse, falsificano i dati dell’indotto e fanno una costante e minacciosa concorrenza sleale.

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Chi lavora in nero non ha dipendenti, non deve utilizzare prodotti garantiti, non ha mutui, affitti, parametri igienici da rispettare, autorizzazioni da chiedere, smaltimenti di rifiuti da dichiarare e da pagare, formazione e aggiornamenti da fare… Per questo sono concorrenti sleali. Ma soprattutto, sono persone disoneste, che rubano all’Italia e ai colleghi. Si dovrebbe sensibilizzare il pubblico e farli conoscere per quelli che sono. Tutto questo si potrebbe fermare se Noi parrucchieri denunciassimo, se non ci limitassimo a guardare solo il nostro orticello. E’ anche colpa nostra. Che chiudiamo un occhio. Che scrolliamo le spalle. E’ troppo facile dire che “sono gli altri”.
A questo proposito ricordo una frase di John Fitzgerald Kennedy “Non chiedetevi sempre ciò che lo Stato può fare per voi, chiedetevi anche ciò che voi potete fare per lo Stato” ed io mi permetto di aggiungere “anche per noi stessi”. Usate questo blog per raccontare ciò che capita nella vostra zona. Provvederemo a segnalarli alle associazioni di categoria esistenti. E’ necessario iniziare a fare qualcosa di concreto per far sì che le cose cambino.

Partecipazione di Maria Parnazzini a “Parrucchierando On Hair” del 29/05/2013

Intervista a Maria Parnazzini su “Parrucchierando On Hair”

Nelle nostre mani

viele Hände zusammen
Non voglio applausi.
Le vostre mani che lavorano, che spazzolano, che asciugano, che modellano, che creano… io voglio che si uniscano, le une con le altre,per darsi forza.
Non applauditemi, non complimentatevi con me. Raccontatemi le piccole, grandi sfide che affrontate tutti i giorni. Usate questa piattaforma per condividere le vostre storie, i vostri
problemi, proporre le vostre idee.Limitarsi a leggere questo blog, senza lasciare traccia con un messaggio, senza dire “io ci sono”, è come ascoltare senza lasciarsi coinvolgere, come rimanere con le mani conserte.
Dobbiamo imparare ad essere uniti, a darci la mano. Aspetto un vostro messaggio sul blog!

Clienti di serie B

hairdresser
Esistono nei nostri saloni clienti di serie B? No, direte voi. I clienti sono clienti. Hanno tutte la stessa importanza. Quelle fidelizzate sono da coccolare, quelle nuove sono da conquistare. Ed ecco che, senza accorgercene, iniziamo a parlare al femminile. Siamo sicuri di dedicare ai nostri clienti “uomini” le stesse attenzioni che riserviamo alle donne? Potete giurare di non aver mai detto: “Signora, le dispiace se faccio passare lui avanti, tanto ci metto solo cinque minuti a fare il taglio?”. Diamo loro gli stessi consigli, ascoltiamo le loro esigenze, proponiamo nuovi prodotti, offriamo loro caffè, come facciamo con le donne? In Danimarca questa innegabile e tangibile differenza di trattamento è finita addirittura al vaglio della Commissione delle pari opportunità. Una cliente di un salone danese ha protestato per la differenza tra il prezzo del taglio uomo (circa 48 euro) e quello da donna, superiore di 10 euro. Il proprietario del salone ha ricevuto una multa di 280 euro. Interessante è come il povero parrucchiere abbia tentato di difendersi: le diversità di listino dipendono solo dalle differenti esigenze delle due tipologie di clientela.
Queste “diverse esigenze”, non ci avranno portato ad avere clienti di serie B? Oggi più di ieri, per aumentare gli incassi, è importante curare e coccolare la categoria “maschile” (che spesso riempie i saloni in giornate come il martedì, mercoledì e giovedì).
E magari, perchè no, per evitare discriminazioni, distinguere solo i prezzi di taglio medio, corto e cortissimo…
Che ne pensate?